sábado, 13 de abril de 2013

Analisi dei prerequisiti psicomotori per lo svolgimento di una prova prassica per soggetti appartenenti al periodo pre-operatorio: la prova della matrioska


Titolo della Tesi 
di Laura Cattaneo
Psicomotricista
Italia.



Come conclusione della formazione triennale in psicomotricità, mi interessava l’idea di eseguire una ricerca sperimentale con soggetti appartenenti al periodo preoperatorio.
L’analisi dei prerequisiti psicomotori necessari allo svolgimento della prova prassica della matrioska, è divenuto l’oggetto della mia Tesi per il conseguimento del titolo di Psicomotricista presso l’Istituto di Psicomotricità di Anne-Marie Wille (Milano).
L’ipotesi iniziale di ricerca è che per poter svolgere una prova prassica come quella della matrioska sono necessarie competenze evolutive particolari.
Per poter svolgere la ricerca, ho chiesto la collaborazione di quattro strutture: due scuole dell’infanzia che ospitavano bambini tra i 3 e i 6 anni, un Centro Prima Infanzia con bambini dai 18 ai 36 mesi e un Centro Diurno Disabili con soggetti adulti ma con un livello cognitivo di tipo preoperatorio.
                                                                                                                     
Prima di somministrare la Prova della Matrioska ai bambini, assieme alla professoressa A.M. Wille, ho creato quello che poi è stato definito il “Procedimento normale-standard” ovvero il procedimento/risoluzione “tipo” della prova.
Successivamente sono stati registrati mediante checklist (elenchi di comportamenti già selezionati e preparati prima di iniziare l’analisi delle osservazioni), i comportamenti più interessanti che maggiormente si discostano dal suddetto.
Si parte cioè dal presupposto di voler osservare quei comportamenti scelti che generalmente corrispondono a quelli che un soggetto può manifestare in una data situazione.
L’osservatore, nell’analisi delle videoregistrazioni, annota su queste liste (checklist) i comportamenti e i feedback dei bambini e in una seconda fase analizza i risultati confrtontandoli.

A conclusione dell’elaborato,  viene presentata un’ indagini nelle aree metodologiche maggiormente coinvolte nella prova prassica della matrioska ovvero: schema corporeo, prassia, spazialità;
Sono partita dal presupposto che per poter svolgere la prova della matrioska in modo corretto, il soggetto deve già trovarsi nel periodo pre-operatorio e più precisamente nella centralità del polo intuitivo che corrisponde ai 5 anni e mezzo circa.

Il bambino di quest’età dimostra di possedere tutte le competenze necessarie per affrontare questa prova sia livello cognitivo, che motorio.
Il soggetto appartenente alla centralità del polo intuitivo inoltre possiede la lateralità, conosce posture, posizioni e la quasi totalità delle sue parti corporee.
Per ciò che concerne la spazialità, egli dimostra di padroneggiare ed aver acquisito sia il concetto di  sazio topologico sia quello proiettivo.
Inoltre i bambini dimostrano durante lo svolgimento della prova, anticipazione dei gesti, motivazione nel portare a termine la sperimentazione ed intenzionalità: tutte caratteristiche che sono necessarie per poter definire un movimento, prassia.



L’organizzazione della Ricerca
Le strutture che hanno collaborato alla mia ricerca sono 4: due scuole dell’infanzia, un Centro Prima Infanzia e un Centro Diurno Disabili con soggetti adulti diversamente abili tra i 17 e i 30 anni con un livello cognitivo/motorio pre- operatorio.
In totale sono stati analizzati 133 soggetti tutti appartenenti al periodo pre-operatorio di cui 103 tra 3 e i 5 anni, 10 bambini tra i 2 e i 3 anni ed infine 20 disabili adulti tra i 17 e i 30 anni con un livello cognitivo/psicomotorio pre-operatorio.
La scientificità della ricerca è comprovata dall’utilizzo delle video-riprese che hanno poi permesso la compilazione del procedimento normale standard e delle successive checklist.
E’ stata utilizzata la strategia del problem solving mediante cui il bambino deve riuscire a risolvere il compito in questione in modo autonomo. 
Al soggetto perciò viene lasciato tutto il tempo necessario per comprendere la finalità del compito e individuare le proprie strategie cognitive che diano un esito positivo.
L’analisi delle videocassette ha permesso la stesura del procedimento normale-standard ovvero la risoluzione tipo della prova prassica della matrioska.
Il procedimento normale standard è stato suddiviso in tre fasi: il primo approccio ossia la prima interazione visiva e tattile del bambino con l’oggetto, la seconda fase ovvero la scomposizione standard dell’oggetto e cioè l’estrazione delle singole bambole dai contenitori e l’ultima fase, forse quella più interessante che descrive la ricostruzione tipo della matrioska che come vedremo in seguito coincide con la modalità utilizzata dai bambini appartenenti alla centralità del periodo intuitivo.
Le strategie cognitive utilizzate dai soggetti analizzati, ci forniscono moltissime informazioni sul “profilo psicomotorio” di ogni singolo;
Si traggono informazioni sul livello cognitivo del bambino, e cioè possiamo collocare il soggetto all’interno dei tre grandi stadi evolutivi:
·         fine polo simbolico
·         inizio del polo intuitivo
·         centralità del polo intuitivo
Nella prova prassica della matrioska viene coinvolto lo schema corporeo e la spazialità:  per ciò che concerne il primo, possiamo affermare che la matrioska possiede un valore antropomorfo che permette di identificare l’oggetto con una figura umana. 
E’ emerso che coloro i quali non sono riusciti a svolgere la prova (fine polo simbolico), la maggior parte delle volte, durante la ricostruzione capottavano sia le basi che i volti della matrioska.
Dall’analisi dei dati si osserva che essi utilizzavano le basi come volti e i volti come basi incuranti del valore antropomorfo delle parti.
In risposta alla domanda dell’esaminatore su che cosa fosse l’oggetto, essi nella stragrande maggioranza dei casi asserivano di vedere un uovo, una bottiglia, una scatola; solo un 10% del campione analizzato afferma di ‘vedere’ nell’oggetto matrioska una figura umana nonché una donna.
Più si progredisce con l’età più la percentuale aumenta, infatti il 95% dei bambini di 5 anni asserisce di interagire con una bambola e alla domanda dell’esaminatore su che cosa sia l’oggetto dinnanzi a sé, la quasi totalità dei soggetti, attribuisce alla matrioska una valore antropomorfo; inoltre il bambino appartenete alla centralità dell’intuitivo non confonde più i volti con le basi e non avverte l’esigenza di capottare gli uni con gli altri.
Veniamo ora all’analisi dell’elemento spazio: i bambini più piccoli durante la scomposizione della matrioska, depositano i vari pezzi sul piano d’appoggio in modo estremamente confusionale, spesso le basi e i volti rotolano per terra e ciò è un elemento di distrazione per lo svolgimento della prova; durante poi il tentativo di ricostruzione della matrioska, i vari pezzi venivano sfiorati continuamente senza una logica ben precisa, si verificava una sorta di tastamento visivo e tattile estremamente fugace che denotava la mancanza di progettualità e anticipazione.
In sintesi, i  piccoli non comprendono quale sia la sequenza nella ricostruzione e dalle azioni osservate emerge inoltre che manca totalmente il principio di inclusione progressiva secondo cui il pezzo più piccolo viene contenuto in quello leggermente più grande; si evince quindi che basi e volti vengono depositati gli uni dentro gli altri senza una logica definita e spesso i bambini tentano invano di depositare i pezzi grandi nella basi più piccole dimostrando cosi l’assenza del principio di inclusione progressiva.
Se osserviamo i bambini di quattro anni assistiamo ad un salto evolutivo notevole: innanzitutto durante la scomposizione della matrioska, sia le basi che i volti vengono appoggiati sul tavolo con una logica più precisa e se si vuole, più funzionale: sia i contenitori che i coperchi più piccoli sono a livello spaziale maggiormente vicini al corpo del bambino in modo tale da non perdere tempo poi nella cernita dei pezzi; Si denota inoltre maggior accuratezza (data anche da un migliore controllo manuale) nella scomposizione della matrioska infatti i pezzi difficilmente rotolano per terra: il bambino di quattro anni appare ai nostri occhi, un soggetto con maggiore auto-controllo delle azioni e dei gesti, viene meno inoltre la frenesia di scoprirne il contenuto.
 Abbiamo prima esplicato che i bambini di quattro anni riescono a ricostruire la matrioska solo dopo una sperimentazione che in certi casi dura anche 10/15 minuti.
Il bambino facente parte dell’ “inizio intuitivo” dimostra di possedere una maggior coscienza circa lo spazio infatti durante la ricostruzione, nella maggior parte dei casi, le prime sequenze sono corrette mentre le difficoltà compaiono nella seriazione dei pezzi intermedi, quelli che a livello percettivo sono più difficili da identificare; raramente si verifica un errore nel depositare la bambolina più piccola.
Come appena detto, il momento più critico della ricostruzione è quella che ho definito la “fase centrale” ovvero il momento in cui il bambino trova dinnanzi a sé, pezzi (basi e volti) che hanno a livello di grandezza, una notevole somiglianza.
E’ proprio da questa “fase centrale” che inizia la vera e propria sperimentazione che come si diceva prima, può durare anche un quarto d’ora.
Paradossalmente è nel contempo la fase più critica ma anche la fase che porta poi alla corretta risoluzione.
Spesso si verifica nel bambino una sorta di ‘insight’ , durante le prove e gli errori: egli sperimenta per lungo tempo l’incastro dei vari pezzi che sembra non portarlo a nulla poi, tutto d’un tratto ‘arriva’ la soluzione corretta che gli permette di concludere la prova brillantemente.
Nella stragrande maggioranza dei casi analizzati, si verifica proprio questa prassi operativa che ha suscitato da parte degli addetti ai lavori grande interesse.
Il principio di inclusione progressiva è si, abbozzato, ma non ancora del tutto acquisito; ciò è facilmente riscontrabile dall’estrema difficoltà che il bambino di quattro anni incontra nel seriare e depositare in modo corretto i pezzi intermedi.
Il bambino che appartiene alla centralità del periodo intuitivo (5 anni e mezzo circa) dimostra di possedere tutte le competenze necessarie per poter risolvere la prova della matrioska in modo corretto.
Ciò è comprovato dall’analisi di 55 video di bambini di 5 annidi cui il 96% è stato in grado di svolgere la prova senza bisogno di sperimentazione. 
Possiamo definire la prassia un movimento volontario intenzionale non automatizzato e diretto verso un obiettivo; per esemplificare possiamo affermare che ogni qualvolta ci si trova dinnanzi ad un compito nuovo, si è in procinto di compiere una prassia.
Il movimento volontario è composto da una Fase strategica nel quale avviene la decisione dell’obiettivo da raggiungere e sono coinvolte le aree associative della corteccia parietale e una fase tattica in cui viene scelto il migliore movimento per tale fine; in essa è coinvolta la corteccia frontale -zona pre-rolandica-, area 4.
Dall’analisi dei dati da me analizzati emerge che i soggetti appartenenti alla centralità del polo intuitivo sanno far fronte alla prassia della matrioska grazie alla loro evoluzione cognitiva, motoria e neuromotoria; i soggetti che invece si trovano solo all’inizio del periodo intuitivo necessitano di una lunga sperimentazione e spesso la risoluzione della prova avviene in modo del tutto casuale; talvolta invece il soggetto necessita di molti tentativi prima di arrivare alla conclusione della prova ed una percentuale di essi compresa tra il 15 e il 10% si dimostra incapace di risolvere la prassia.
Il compito prassico per poter essere svolto con successo inoltre necessita di anticipazione, di motivazione e di intenzionalità.
Questi tre elementi appartengono essenzialmente ai bambini di 5 anni; nel soggetto di 4 anni si denota solo un abbozzo di motivazione e di intenzionalità ma manca totalmente l’anticipazione tant’è che il bambino comprende il gioco non a priori ma ben si durante la sperimentazione.
Il bambino del simbolico invece nella quasi totalità dei casi (98%) non comprende il senso del gioco neppure durante i vari tentativi e dirotta la sua attenzione sulla ricostruzione delle singole bamboline o semplicemente attribuendo alla matrioska un valore simbolico.
IL PROCEDIMENTO NORMALE STANDARD:

Il primo approccio:
·         Tiene la base con una sola mano; il pollice è posizionato sulla pancia della matrioska mentre le altre quattro dita sulla parte posteriore leggermente distanziate le une dalle altre.
·         Il palmo dell’altra mano viene appoggiato sul capo: il pollice copre il volto mentre le altre dita la nuca.
·         Si inclina generalmente a destra la bambola di circa 45° e la mano appoggiata sul capo ruota in senso orario; in questo modo il bambino tenta di svitare la matrioska provocando un cigolio
·         Nella maggior parte dei casi, questo è un tentativo di aprire l’oggetto; si verifica nella grande maggioranza che avvicinino al proprio tronco (altezza dello sterno) l’oggetto e tentino di ruotarlo maggiormente. Una volta rimesso l’oggetto sul tavolo il bambino solleva il capo tirando il coperchio verso l’alto; viene poi riappoggiato sul tavolo
·         Il soggetto estrae la seconda bambola, la gira più volte tra le mani
·         Scuote la bambola con movimenti analoghi ai precedenti e la ripone sul tavolo
·         Scoperchia la matrioska, estrae la bambola seguente
·         I procedimenti prima esplicati vengono ripetuti per tutte le bambole.
La ricostruzione:
·         Il bambino afferra il pezzo più piccolo
·         Viene depositato nella base più piccola
·         Essa viene richiusa con il volto corrispondente
·         La bambolina cosi ricomposta viene depositata nella terza base
·         Ad essa si fa’ corrispondere il volto adeguato
·         Il tutto viene depositato nella seconda base
·         Esso viene coperto con il volto corrispondente
·         La bambola viene inserita nella base più capiente
·         Il tutto viene ricomposto con il volto più grande
·         La matrioska è cosi ricomposta
La modalità operativa dei bambini di 3 anni (Simbolico/Intuitivo)
·         Procedono a “singhiozzi”
·         Il motore della sperimentazione è lo “svitare”
·         Scuotono l’oggetto per scoprirne il contenuto
·         Tastamento perenne dei vari pezzi
·         Schemi d’azione: travasare, battere
·         Nella ricostruzione vi sono due modalità:
·         Coloro che tentano subito la ricostruzione
·         Coloro che ricompongono le singole matrioske
La modalità operativa dei 4 anni (Inizio Intuitivo)
·         Attribuiscono maggior valore antropomorfo all’oggetto
·         Prestano attenzione ai particolari delle bambole (colori)
·         Si verifica una maggiore presa di iniziativa
·         I soggetti sono dediti subito alla ricostruzione
·         I passaggi sono più fluidi e continui
·         Difficoltà nel posizionare (seriare) i pezzi intermedi
·         I soggetti comprendono meglio il senso del gioco, non a priori ma durante la sperimentazione
La modalità operativa dei 5 anni (centralità intuitivo)
·         I soggetti sono dediti subito alla ricostruzione che non avviene più per prove ed errori
·         La ricostruzione avviene senza un mio esplicito invito: i soggetti sanno a priori ciò che devono fare
·         Il primo pezzo ad essere considerato è sempre la matrioska più piccola
·         Raramente si verificano difficoltà, nel tal caso, il soggetto si auto-corregge
·         I passaggi sono fluidi, denotano sicurezza
·         Il senso del gioco è compreso a priori.
·         La ricostruzione segue il modello normale standard



Schema corporeo
Spazialità
Prattognosie
Livello cognitivo:
Periodo Simbolico/Intuitivo
3/4  anni
Non c’è differenziazione tra il sotto (base) e il sopra (volto e tronco) ; le parti vengono confuse tra loro,capottate e incastrate senza una logica. Non attribuiscono all’oggetto un valore antropomorfo.
Manca il  concetto di spazio proiettivo (sopra/sotto) e il principio di inclusione; i pezzi vengono disposti senza una logica precisa sia sul tavolo che tra di loro.
Manca la funzione prassica: il soggetto non comprende il senso del gioco e quindi neppure l’obiettivo finale.
Manca l’intenzionalità del movimento volto verso uno scopo
Livello cognitivo:
Periodo Intuitivo
4/5  anni
Emergono alcune difficoltà nel distinguere i pezzi di grandezza intermedia; iniziano ad emergere le differenze soggettive; viene maggiormente attribuito all’oggetto un valore antropomorfo e i volti difficilmente vengono confusi con le basi; si denota una coscienza del ‘volto’ e del ‘tronco’.
Emerge una maggiore logica nel disporre i pezzi sul tavolo: essi vengono depositati in modo più funzionale sul piano d’appoggio.
Emergono difficoltà nel posizionare i pezzi intermedi che in alcuni casi faticano a trovare la giusta collocazione. Il soggetto però è generalmente in grado di correggersi da solo. A volte confonde ancora il sopra dal sotto.
Il senso del gioco viene quasi sempre compreso; il soggetto nella maggior parte dei casi sa qual è lo scopo e, tramite prove ed errori cerca di raggiungerlo.
Può accadere che il senso del gioco venga identificato durante la sperimentazione.
Livello cognitivo:
Centralità
Periodo Intuitivo
5/6  anni
Non si verificano quasi più errori nell’identificazione delle parti (volto e tronco); se ciò si verifica, il soggetto si auto-corregge. Viene attribuito all’oggetto valore antropomorfo; basi e volti non vengono più capottati e invertiti.
I pezzi vengono disposti sia sul piano di lavoro sia tra di loro secondo una logica precisa: il principio di inclusione è acquisito e il soggetto non confonde il sotto e il sopra.
La funzione prassica è acquisita: viene subito compreso il senso del gioco; l’obiettivo è chiaro fin da subito e il soggetto sa esattamente ciò che deve fare per ricostruire la matrioska.
C’è motivazione, anticipazione e intenzionalità nell’azione: è presente quindi la prassia della matrioska.



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 BIBLIOGRAFIA:

·         Manuale di terapia psicomotoria dell’età evolutiva; A.M. Wille, C. Ambrosini. Cuzzolin Editore
·         Appunti delle lezioni tenute dalla Prof.ssa Wille presso l’Istituto di Psicomotricità
·         Appunti delle lezioni tenute dal Prof. Ambrosini presso l’Istituto di Psicomotricità
·         La nascita dell’intelligenza nel bambino; Piaget. La nuova Italia Editore
·         La formazione del simbolo nel bambino; Piaget. La nuova Italia Editore
·         Il cervello, la mente e l’anima di Edoardo Boncinelli, Mondadori Editore
·         La donna che mori’ dal ridere di V.S. Ramachandran e S Blakeslee, Mondadori Editore
·         Che cosa sappiamo della mente di V.S. Ramachanndran; Mondatori Editore
·         La psicomotricità. A.M. Wille, C. Ambrosini, De Panfilis. XENIA Editore
·         Le Garzantine, Psicologia, di Umberto Galimberti
·         Lo sviluppo psicomotorio dalla nascita a sei anni; Le Boulch. Armando Editore
·         Verso una scienza del movimento umano, Le Boulch, Armando Editore
·         Fondamenti di Psicologia, edizione italiana a cura di L. Anolli.
·         Enciclopedia “SALUTE” del Corriere della Sera.
·         Psicologia del bambino; Berti, Bombi. Il Mulino editore
·         Osservare e valutare il comportamento infantile. Camaioni, Aureli, Perucchini. Il Mulino Editore
·         Psicologia dello sviluppo; Camaioni, Di Blasio . Il Mulino Editore
·         La prima infanzia; Camaioni. Il Mulino Editore
·         Lo sviluppo neuro-psicologico nella prima infanzia; Koupernik. Piccin Editore
·         L’osservazione del comportamento; Venuti. Carocci Editore
·         La musica del corpo; Martinet. Centro Studi Erickson
·         Psicobiologia; Pinel. Il mulino Editore
·         La diagnosi in psicomotricità, Russo. Ambrosiana Editrice
·         Il ritardo mentale; Pfanner, Marcheschi. Il Mulino Editore


Laura Cattaneo è una Psicomotricista diplomatasi presso L’Istituto di Psicomotricità di Milano.
Ha poi perfezionato la sua formazione partecipando al Master Annuale "L'Intervento Psicomotorio secondo il Metodo Interattivo di A.M. Wille" presso L'Istituto di Psicomotricità.
Nel 2000 ha conseguito all’Istituto Magistrale, il diploma di Liceo Psico-Socio-Pedagogico.
E' inoltre Infant Massage Instructor IAIM dell'International Association of Infant Massage
Si è specializzata nel Massaggio al Bambino Più Grande e nel Massaggio al Bambino con Bisogni Speciali.
Dal 2009 è Acquamotricista® Neonatale CONI FederItalia - Certificazione Nazionale di FederItalia Sport (Ente Riconosciuto dal Ministero dell'Interno e della Solidarietà Sociale)
Lavora in qualità di Insegnante di Scuola dell'Infanzia e Psicomotricista in ambito educativo-preventivo presso Scuole dell’Infanzia, Asili Nidi e Piscine del Territorio Lombardo.
Tiene corsi di formazione e aggiornamento per il personale docente di varie Scuole.
E’ autrice di diverse pubblicazioni per le Riviste dell'Editrice La Scuola e per siti specializzati nell'ambito educativo.
Dal 2012 gestisce il blog "piccoli passi" http://apiccolipassi.tumblr.com


 Fonte: L’autrice Laura Cattaneo desidera ringraziare profondamente il Dott. Alfredo Cavaliere Converti e il  sito www.neuropsicomotricista.it  per la cortesia, la disponibilità e la gentile concessione.




www.revistadepsicomotricidad.com agradece públicamente a la Psicomotricista Laura Cattaneo por enviar este artículo desde Italia.